All'inizio un giovane prete, Padre Luigi Orazio Ferlauto, che sorretto dalla profonda fede in Dio e nell'aiuto provvidente della Madonna matura un sogno: costruire in Sicilia una casa dove accogliere i disabili, quelli mentali, perché "avendo un'intelligenza ridotta, erano in balia degli altri, erano meno autonomi, più emarginati...".
Grazie alla presenza di un gruppo ardimentoso di giovanissime ragazze volontarie, il sogno prende la forma di un progetto originale che, nel tempo, ha dato vita ad innumerevoli iniziative nei diversi ambiti del sanitario, del sociale, del culturale e formativo, dell'economia solidale (in particolare la scuola sperimentale e l'Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico per il ritardo mentale e l'involuzione cerebrale senile).
Oggi quel progetto è diventato "Oasi Città Aperta" e mira alla costruzione della grande famiglia umana attraverso la promozione e lo sviluppo di una nuova dimensione relazionale dove "deboli e forti" dialogano, collaborano, condividono e si integrano grazie al "potere dell'amore" che, spezzando e annullando barriere di ogni tipo, è capace di accompagnare ogni uomo nella ricerca del senso e del significato della propria vita e di suscitare una risposta solidale ai tanti bisogni di salute, sviluppo, formazione, benessere.
Tante le persone coinvolte e organizzate all'interno delle diverse società del "Gruppo Oasi", accomunate dalla volontà e dall'impegno di sviluppare "quel laboratorio che sperimenta nuove possibilità per una società che si vuole diversa e migliore" grazie alla testimonianza e alla diffusione dei valori della salute, della solidarietà, dell'integrazione, della condivisione, del dialogo interculturale e interreligioso, del benessere solidale e inclusivo.