“A coloro che avevano accettato di collaborare in questo progetto fu data questa consegna: amare almeno i deboli come vorremmo essere amati noi e se possibile amarli anche più di noi. Amarli senza preferenze, amare chiunque avesse bussato al nostro cuore. Per i volontari dell’Oasi ognuno doveva essere sempre qualcuno d’amare e da rispettare…Questa idea fu la mia bandiera e quella di quanti incominciavano a condividere l’obiettivo di fare una Casa per i disabili della nostra Sicilia”.
E’ la descrizione semplice e immediata dello spirito che
ha animato coloro che sono stati i principali collaboratori di
Padre Ferlauto, “i Volontari dell’Oasi”, nella
fondazione e nello sviluppo di quel meraviglioso “Santuario
della Bontà” che l’Oasi oggi rappresenta
nella comunità ecclesiale e civile.
Un servizio svolto quasi sempre “dietro le quinte”,
come il lievito che di nascosto fermenta la massa (Lc 13, 21) o
come quel ragazzo che dona, con generosità, tutto
quanto aveva perché Gesù possa sfamare la grande
folla che lo seguiva dopo aver visto “i segni sugli infermi” (Gv
6, 2).
La loro docilità all’azione dello Spirito li ha portati a dare vita all’ associazione pubblica di fedeli “Pia Associazione Oasi Maria SS.” i cui membri, laici e chierici, attraverso la professione dei consigli evangelici, sono disposti a tutto e sempre pronti a testimoniare l’amore di Dio in mezzo agli uomini “qualunque sia l’esigenza di questo amore…per farsi tutto a tutti coscientemente, volontariamente, gratuitamente”.
E’ questo l’orizzonte di vita e l’impegno di questi “corrieri dell’amore” che “hanno intuito che l’Oasi è un progetto profetico e si sono offerti per realizzarlo impegnando se stessi in comunione con Dio, sicuri che la loro povertà sarà compensata dalla Sua ricchezza, che i loro limiti saranno colmati dalla Sua Onnipotenza, che il loro impossibile diventerà possibile grazie a Lui, che le loro mani saranno le Sue mani” (P. Ferlauto).